Verso un azionariato popolare per la terra (BO)

All’interno dell’associazione Campiaperti (Bologna) è nato un gruppo di lavoro sull’accesso alla terra per realizzare un progetto di raccolta di risparmio per acquistare terreni da dare in gestione ad aspiranti contadini biologici.

Il gruppo è stato costituito inizialmente da persone che da tempo stanno cercando poderi, in provincia di Bologna o in zone limitrofe, chi in affitto e chi in vendita, ma si scontrano contro le dinamiche della rendita, della concentrazione delle proprietà terriere, dell’abbandono, mentre le statistiche danno l’agricoltura in declino, con uno scarso ricambio generazionale, la perdita di suolo coltivabile, il conseguente aumento del rischio idrogeologico, per non parlare della cementificazione selvaggia, della speculazione edilizia, in definitiva della diffusione di un modello di sviluppo omologante e predatorio. Ora il gruppo comprende anche persone non direttamente coinvolte nella ricerca di terra da coltivare, come è nella sua natura e aspiranti “risparmiatori solidali”, in particolare che fanno parte del GASBO (gruppo d’acquisto solidale di Bologna) e del movimento città di Transizione.

Questo progetto infatti vuole offrire un appoggio concreto a chi intende insediarsi in ambienti rurali e vivere di agricoltura ma vuole anche coinvolgere i cittadini nella questione. Tutti dipendiamo dalla terra e tutti dovremmo sentircene responsabili

Promuovere l’agricoltura ecologica e contadina significa anche favorire lo scambio di informazioni e rivendicare il diritto di accedere alla terra, non solo per diventare produttori, ma per favorire l’insediamento rurale e il presidio del territorio secondo logiche di riproduzione e non di sfruttamento.

Fare agricoltura biologica, infatti, non vuol dire solamente fornire “prodotti” sani e che rispettano l’ambiente, ma anche vivere e far rivivere le campagne e le montagne, contribuire a disegnare un paesaggio in equilibrio e generare nuove relazioni tra urbano e rurale.

Si tratta di un progetto che funzioni come un vero e proprio sistema di investimenti, per acquistare terreni da affidare in gestione ad agricoltori che a loro volta si impegnano a coltivare la terra rispettando i criteri dell’agricoltura biologica e contadina.

Bisogna riconoscere che in Europa sono molto più frequenti che in Italia i casi di acquisto di beni che rimangono di proprietà collettiva. L’esperienza di Terre de Liens, che in Francia è associazione, “fiduciaria” (foncière) e fondazione, e svolge un enorme lavoro di comunicazione e ricucitura sul territorio e raccoglie investimenti e donazioni da investire nell’acquisto di terreni, destinati all’agricoltura biologica (non necessariamente certificata). Terre de Liens in pochi anni ha raggiunto un capitale di 22 milioni di euro e ha rilevato più di 70 poderi, dati in gestione con contratti di affitto convenienti per gli agricoltori e soprattutto di lunga durata

Al momento, grazie alla collaborazione con Mag6 di Reggio Emilia, ente di finanza etica, stiamo lavorando a un progetto di investimenti e acquisto terreni che possa essere adattato al caso italiano. L’idea è di creare un modello, basato su un caso concreto, anche per aiutare le persone che attualmente all’interno dell’associazione stanno cercando un podere, ma anche di dare occasione ad altri soggetti di ripetere l’esperienza, un progetto quindi che possa essere replicabile, una volta adattato ovviamente alle singole situazioni locali.

I risparmiatori, condividendo i valori e il progetto, possono acquistare delle quote con le quali si raccolgono i fondi per l’acquisto di terreni e immobili, mentre l’affitto pagato dai neo-contadini copre le spese fiscali e di gestione dell’operazione finanziaria. Trattandosi di progetti a lungo termine sarebbe auspicabile che anche gli investimenti lo fossero. In ogni caso gli investitori, facendone domanda, verranno risarciti del valore delle proprie quote.

E’ possibile iscriversi alla mailing list del gruppo di lavoro ed essere informati su attività, incontri e stato di avanzamento del progetto.

Per informazioni: cima.bo (at) gmail.com

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